SKILLET
Awake
Atlantic Records
Torna il sound hard rock/Christian rock con influenze elettro- numetal degli Skillet. La band di Memphis (Tennessee) formatosi nel 1996 ha ricevuto le nomination ai Grammy per due album "Collide" datato 2003 e "Comatose" del 2006, il settimo della discografia che ha segnato positivamente la carriera del gruppo, ora composto da: John Cooper (vocalist principale e bassista), Korey Cooper (chitarra, tastiera e vocalista di fondo), Ben Kasica (chitarra), e Jen Ledger (batteria). "Awake" è il nuovo album che nella Billboard 200 lo troviamo già al secondo posto. Anticipato con la corposa song "Hero", primo singolo estratto, dal sound aggressivo in cui l'influenza del numetal è molto forte, ma gli Skillet sono bravi e ci mettono le loro sfumature sonore che ne fanno il loro “marchio”. Il passo successivo è affidato a "Monster", veloce, potente, molto elettro metal e melodica allo stesso tempo. Da queste prime canzoni si avverte subito l’enorme potenzialità del nuovo lavoro e il passo avanti dal punto di vista tecnico. Le canzoni non sono strutturate in maniera semplice, ma sono imprevedibili, così come la voce di John Cooper che passa con molta facilità da un cantato melodico a pezzi urlati; si fa carico di una performance esaltante e piena di passione. Con "Awake and Alive" riescono ad esprimere la loro idea di musica al meglio: un hard-rock irrobustito da innesti metal nel quale gli stilemi della tradizione si vanno ad intrecciare con sfumature più moderne. Tutto riesce a risultare facilmente accessibile sin dal primo ascolto. Entusiasmante la fusione delle due voci nella semi-ballad "One Day Too Late" ad opera di Korey Cooper, la backing vocals, che accompagna il marito, John Cooper nei ritornelli e negli assoli strumentali. Altra canzone interessante tra le 12 è sicuramente "Believe" molto trascinante, è uno dei pezzi magici per quanto riguarda la bellezza delle parole e la melodia. "Forgiven", altro pezzo molto bello che non lascia un attimo con l'amaro in bocca per la sua dolcezza fino a che non irrompe nella potenza della distorsione, che continua il pezzo in modo superlativo. Altre canzoni che meritano sono "Should've When You Could've" e "Never Surrender", entrambe viaggiano su sonorità hard rock/Christian rock. Chiude l’album "Lucy" una ballata molto dolce, priva di distorsione, in cui la voce la fa da padrona. John interpreta in modo caldo ed esemplare e, raggiunge sempre l’obiettivo primario: dare un significato concreto ai brani. L'album è davvero bello e godibile.
Review by AngelDevil
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